Per Giorgio Marini e tutti gli altri scettici, ecco a voi un videomessaggio che dovrebbe mettere a tacere ogni insinuazione.
Fifth è a New York City, e questa è la prova definitiva.
Fifth è a New York City, e questa è la prova definitiva.
Diario on-line dell'anno che Paolo e Nicoletta trascorreranno in the "Big Apple"
Anche per loro non sono mancati i problemi con l'aereo, sembra impossibile, ma ormai ci sembra più facile sentire racconti di voli "complicati" piuttosto che tranquilli.
Come da miglior tradizione, la mattina di Natale, appena svegli, abbiamo scartato i pacchi e aperto i regali. Grazie a tutti: agli amici che ci hanno mandato l'album di fotografie/biglietti, a Bea e Daniele per la parure e il blocco, a Lory e Francy per l'angioletto, a tutti gli altri che hanno inviato "contributi economici" che si trasformeranno in regali nei prossimi giorni (SCONTI!!!) e a tutti quelli che ci hanno mandato lettere, cartoline, messaggi, e-mail...
Noi, purtroppo, oggi ci accorgiamo più del solito che siamo lontanissimi (fisicamente) dalla maggior parte delle persone a cui teniamo di più.
anche noi, anche nella nostra nuova casa un po' di addobbi natalizi. Volevamo avere un presepe, simbolo del Natale, e volevamo avere anche un albero, perchè a nostro avviso dà molta allegria alla casa. Abbiamo quindi girato un po' per trovare un alberello (finto ovviamente) che costasse poco, per gli addobbi siamo andati nel nostro ne
gozio di fiducia dove hanno tutto a 99 cent e invece il capolavoro è stato il presepe, tutto realizzato da noi, senza comprare niente. Le statuine sono state realizzate da Nick con la "pasta di sale" e la capanna è stata realizzata da Paul con i rami raccolti per strada. Siamo molto orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare.
Marcy è un collega di dottorato di Paolo e in questo periodo sta studiando a Stanford, in California, sotto la guida del Prof. Cornell. Riguardo a quest'ultimo vi posso dire che la moglie è consulente della Casa Bianca per il rischio sismico ed il figlio ha vinto il premio Nobel per la fisica. Provate ad immaginare cosa può essere il capofamiglia...
La mattina ci siamo svegliati abbastanza presto e siamo andati a vedere la Macy's Parade, una grandiosa parata che in qualche modo può ricordare i nostri carri di carnevale, ma che è caratterizzata soprattutto da enormi palloni gonfiati di elio. Purtroppo il tempo è stato molto inclemente, la giornata si è contraddistinta per una pioggia battente che certo non ha giovato alla visione della parata.
Dal giorno dopo il Ringraziamento i negozi fanno una tre-giorni di sconti enormi, perché qui vogliono proprio che il dollaro giri e devono svuotare i negozi per allestirli per il Natale. Qui gli sconti sono consistenti e veri, per questo ci siamo scatenati, e abbiamo comprato tante cose che ci servivano a prezzi che in Italia non sarebbero nemmeno immaginabili.
Siamo stati nei negozi di Times Square, da Macy's, da Saks, da Tiffany (in questi ultimi, nonostante gli sconti, abbiamo solo potuto guardare) ed in tanti altri store, ciascuno dei quali ci ha lasciato senza fiato sia per i prezzi, sia per la bellezza degli allestimenti e delle decorazioni.
Innanzitutto ci vuole l'abito giusto. Per Paul era più facile: vestito blu, camicia bianca e cravatta grigio perla (quella usata per il matrimonio, per intenderci). Ma per Nick era più dura: ci voleva un abito da sera, possibilmente corto, per non intralciare le danze. Con una mano sul cuore, allora, Paul l'ha portata da Macy's. All'inizio lei era molto restia, non riusciva a immaginarsi con addosso un vestito da sera. Inoltre, Macy's non aiuta, perché per ogni tipo di capo ha migliaia di diverse possibilità. Per i vestiti da sera da donna c'era un intero piano. Con molta fatica Nick ha accettato di provarne uno semplice, molto semplice, più semplice possibile, ma poi è stata la fine! Ci ha subito preso gusto e ne avrà provati, senza esagerare, una trentina diversi... Paul non ne poteva veramente più, e lei continuava a scoprire interi settori del negozio che non aveva ancora esplorato! Comunque, alla fine, siamo riusciti a portare a casa l'abitino.
L'International House ha vari abbonamenti per i teatri più belli di New York, quindi ci offre la possibilità di andare a vedere le rappresentazioni a prezzi scontati. La settimana scorsa, ad esempio, c'era la possibilità di andare a vedere la Tosca al Metropolitan Opera pagando solo 10$. Il problema è che di solito i biglietti disponibili sono pochi, quindi li assegnano ad estrazione fra le persone che si sono dette interessate. In questo caso, purtroppo, io sono stato estratto, ma la Nico no.
Sabato 11 novembre siamo andati a Washington, la città del presidente Bush e della White House. E' stato un po' un "tour de force", però è stata una bella gita e ne è valsa la pena.
uel sabato era anche il "Veterans Day" per cui c'era tanta gente e anche parecchie manifestazioni in ricordo dei soldati morti in guerra. Abbiamo ripreso poi il pulman e siamo andati al Lincoln memorial, dove c'è la famosissima statua del presidente seduto, ma soprattutto c'è l'enorme specchio d'acqua che vedete in questa foto. Vi ricorda qualcosa? È proprio quello del film "Forrest Gump", in cui Jenny corre mentre Forrest fa il discorso. Subito dopo siamo andati in visita alla White House, in cui non ci hanno fatto entrare perché era un po' in disordine. Davanti alla casa di Bush (e di tutti gli altri presidenti) ci sono (e ci sono sempre stati) manifest
anti che ad ogni ora del giorno e della notte protestano contro qualche legge, qualche decisione o qualche scelta del potere. E Nessuno prova mai a disturbarli. È la Costituzione americana messa in pratica, quella che difende sempre e comunque la libertà di parola. Era anche divertente vedere persone con la maschera di Bush che lo prendevano in giro davanti a casa sua...
Alla fine siamo arrivati al National Mall, che è un lunghissimo e larghissimo viale, che va dal Capitol (il loro Parlamento) al monumento a George Washington, che è l'immenso obelisco che vedete nelle foto. Ai lati del viale ci sono un'infinità di edifici costruiti apposta per ospitare musei, da quello di scienze naturali a quello degli Indiani d'America
, dall'orto botanico a quello di arte africana. Noi abbiamo passato molto tempo nel'"Air and space museum", in cui c'è tutta la storia dell'aviazione, dal primo aereo dei fratelli Wright, ai moduli lunari. In più in quei giorni c'era anche una mostra che raccoglieva le più belle immagini della Terra prese dal cielo, con aerei o satelliti, di cui hanno parlato anche molti giornali italiani. Successivamente abbiamo fatto una visitina alla National Gallery, e abbiamo visto molte opere, ed in particolare una di Leonardo Da Vinci. L'ultimo tempo che ci era rimasto l'abbiamo impiegato p
er passeggiare lungo il Mall e andare a vedere da vicino il Capitol, che di notte è veramente suggestivo.
Ieri è stato il compleanno di Paolo e dopo varie peripezie, siamo comunque riusciti a fargli una festicciola. Il programma iniziale era quello di fargli una bella festa a sorpresa con gli amici di Bologna che sono qua a New York e i nuovi amici dell'International House e non. Per una serie di eventi il programma purtroppo è fallito. Con gli amici di Bologna avevamo poi pensato di "ripiegare" sull'Opera, infatti proprio ieri sera ci sarebbe stata la prima del Barbiere di Siviglia. La nostra solita fortuna ha voluto che non ci fossero più posti prenotabili, neanche in piedi! Ultima possibilità, andare a vedere un musical a Brodway, ma anche lì quelli che ci interessavano non erano in rappresentazione ieri sera. Non era proprio la nostra giornata!
base di piadina, prosciutto, salame, patate, dolce, e vino per festeggiare Paolo. Ci siamo molto divertiti e ringrazio Marcello e Christian per l'aiuto.
Non poteva non succedere: nel paese delle serie TV, da Desperate Housewives a Lost, da ER a Doctor House, da Friends a CSI, anche io sono diventato fan di una di queste. La serie prende nome dal protagonista, Dexter, che lavora alla scientifica del Miami Police Department. Nella vita privata, invece, Dexter è un... serial killer. Ora, voi direte, ma è possibile che gli americani facciano una serie in cui il protagonista è un serial killer? Sì, in America è possibile. E la mandano in onda in TV! Da noi il MOIGE scenderebbe in piazza il giorno dopo, qui invece sono già andate in onda sette puntate. E c'è di più: Dexter è un serial killer "buono", nel senso che il telespettatore si immedesima facilmente e alla fine è convinto che le persone che uccide "lo meritino". Credo che se avessi dei bambini che possono guardare cose del genere, sarei terrorizzato. Però non li ho! E a me piace tantissimo!!! Non vedo l'ora che sia domenica prossima, per vederne un'altra puntata.
Tutto quello che si vede nei film è vero, e noi adesso ci siamo, stiamo camminando per quelle strade, stiamo visitando proprio quei posti che avevamo visto solo nei film...
do da New York!!!). Sì, forse è anche che non siamo più abituati a passaggiare per strade silenziose e con poca gente, ma lì sembrava che la città fosse tutta per noi, che stesse aspettando proprio noi! E poi tutto questo verde e questi spazi aperti grandissimi e bellissimi. E, per riprendere il precedente post di Paolo, i colori degli alberi... mi sembrava di non averne mai visti di così belli!
cappella degli studenti, in realtà è una Chiesa molto grande e bella. Mi aveva detto che ogni tanto ci fanno dei concerti con l'organo, ma ovviamente quel pomeriggio secondo me lo stavano accordando o mettendo a posto, perchè non era musica quella che ne usciva! Sono poi entrata in un museo d'arte, dove non c'erano opere particolarmente famose (confesso anche la mia ignoranza in materia), però si passava da arte antica a contemporanea, sculture e un reparto di ritrovamenti archeologigi greci, egizi... Siccome cominciava a rinfrescare, mi sono seduta ad un bar con un caffè e un p
ezzetto di "espresso brownie" (un loro dolce tipico molto buono). Dopo essermi riscaldata un po', ho continuato il mio percorso e ho visto, solo da fuori perchè non è aperta ai non studenti dell'università, la libreria, che sembrava essere davvero molto grande. Fortunatamente dopo un po' mi ha chiamato Paolo che era pronto per tornare a casa, perchè cominciavo ad essere un po' stanca.
Ebbene sì, sono finalmente arrivati anche i festeggiamenti di Halloween. In realtà abbiamo trovato una festa molto diversa da quella che viene vissuta in Italia, questa è molto più simile al Carnevale italiano che all'Halloween italiano. Qui, in realtà, si dà molta meno importanza al tema horror, serve solo per i gadget e le ambientazioni. Qui Halloween è la festa in cui i bambini corrono in strada per raccogliere caramelle e in cui tutti si travestono. Ma si travestono da qualsiasi cosa, da superman, da soldati, da farfalle etc., non solo da mostri. Ripeto, sostituisce in tutto e per tutto il nostro Carnevale. In Italia, probabilmente, viene accentuato l'aspetto della morte, della paura e dell'horror per differenziarla dal Carnevale (che invece qui non c'è).
scena con costumi tradizionali meravigliosi. Quando, diversi anni fa, si è sciolta, ha donato all'International House tutti i suoi costumi, come segno di gratitudine per il fatto che quest'ultima ne è sempre stata la sede. Purtroppo non abbiamo trovato nessun costume italiano da uomo, e solo uno (bruttino) da donna. Allora, su indicazione delle assistenti, abbiamo optato per costumi stranieri, con l'impegno di fare una ricerca per impararne l'origine, le caratteristiche e la storia. E così, siamo diventati un Gaucho argentino e una messicana di Veracruz (come sempre, cliccare sulle foto per ingrandirle, e visitare il resto su Flickr).
ie di cow-boy argentino. In quell'istante tutti hanno taciuto, e poi sono scoppiati a ridere, chiedendo continuamente "An Argentinian cow- boy?!?! Are you serious?". Da lì abbiamo cominciato a chiederci chi ce lo avesse fatto fare. Col passare del tempo tutte le persone che venivano a sapere del costume da Argentinian cow- boy ridevano e prendevano in giro. Più tardi abbiamo scoperto che molte di queste erano andate a vedere se ne fossero rimasti altri uguali, ma solo i due più veloci si sono potuti unire alla banda. Alcune volte, di fronte a coloro che ridevano di noi, ci era venuta voglia di rinunciare, ma la verità è che tenevamo troppo a entrare a far parte della storia dell'Iternational House. Avevamo finalmente capito, infatti, da dove venissero le foto di gruppi di persone in costume, con un anno scritto sotto, appese lungo tutti i corridoi della zone comuni della residenza. Volevamo a tutti i costi esserci anche noi!
un po' di altre culture. E, ciò che più conta, per sempre gli studenti di tutto il mondo che verranno a NY, vedranno che nel 2006 ci sono stati un Gaucho ed una Messicana, col sorriso romagnolo.
Domani l'America festeggia il Columbus Day, e anche sua maestà l'Empire state Building si è vestito del tricolore. Con questa immagine patriottica è finito il nostro week-end, ma andiamo con ordine, e cominciamo dall'inizio.
Ieri pomeriggio siamo andati, finalmente, al Metropolitan. Per farlo ci siamo aggregati ad una gita organizzata dall'International House; in questo modo una ragazza che praticamente "ci vive" ci ha dato alcune buone dritte. La più utile in termini economici è stata farci notare che i prezzi al pubblico dei biglietti sono solo "suggeriti", ma in realtà si entra a offerta libera, e tutti gli studenti versano solo qualche spiccio. Inoltre, ci ha fatto sapere che, anche se non è scritto da nessuna parte, gli studenti della Columbia entrano automaticamente gratis, mostrando la tessera. I
n questo modo, anziché pagare 20$ a testa, io e la Nico siamo entrati con un dollaro in due. L'aspetto che ci ha colpito di più è stata la varietà delle opere esposte. Noi italiani siamo abituati a musei veramente impressionanti, come qualità e quantità, ma non avevamo mai visto nulla paragonabile al Met in termini di varietà. Si passa da Renoir ad una collezione sterminata di armature medievali, dal Kouros, alle installazioni di avanguardia, dai reperti greci, alla ricostruzione di ambienti tipici cinesi per poterne vivere il culto della casa. Abbiamo potuto approfittare anche di una visita guidata, infatti ce ne sono di gratuite ad orari stabiliti per tutta la giornata e con percorsi differenziati. Noi abbiamo seguito il tour degli
"highlights" del museo. A dire la verità, ci è sembrato che non possiedano veramente tantissime opere di quelle che non possono mancare in ogni libro di storia dell'arte (per questo contiamo di più sul MOMA) ma amici più esperti ci hanno garantito che vagando con più calma per le mille sale del museo, si possono avere sorprese molto interessanti. Abbiamo anche apprezzato il tentativo di creare ambientazioni all'interno del museo: in Europa i musei sono solitamente ospitati in merav
igliosi palazzi antichi che non possono essere modificati, qui non hanno la stessa fortuna, ma hanno il vantaggio di poter modificare gli interni per renderli più adatti possibile al contenuto. Per questo le varie aree del museo sono allestite in maniera consona alla provenienza delle opere che vi sono esposte, e ciò spesso è molto suggestivo.
Oggi, ci siamo svegliati e ci siamo accorti che era veramente una giornata magnifica Abbiamo quindi mandato all'aria tutti i programmi che avevamo e dopo la Messa ci siamo catapultati al mare, anzi, all'Oceano! Siamo andati a Long Beach, ci siamo riposati, abbiamo visto tante casine che farebbero gola alla Gio', tanti surfisti, tanti gabbiani (non come i nostri, come quelli
che si vedono nei cartoni Disney) e abbiamo pensato con un bel po' di nostalgia che al di là di tutta quell'acqua c'è l'Europa...
n'occhiata. Così ci siamo allontanati dalla Brodway e ovviamente non ci siamo più tornati...
amminava, scoiattoli e partere... Eh sì, avete capito bene, PANTERE... mi sono presa una paura quando l'ho vista... sembrava proprio di stare in una giungla!
Di fianco al negozio della Apple abbiamo poi visto quello che noi abbiamo rinominato "Il negozio dei Brasini". Un negozio di giocattoli di tre piani, con peluches di ogni tipo, tutti gli animali possibili e immaginabili, grandi e piccoli... abbiamo subito pensato ai nostri nipotini e a quanto rimarebbero a bocca aperta a vederlo. E poi tante, ma tante caramelle e dolciumi diversi (qui il pensiero è invece andato alla Dany!
)... Ormai la stanchezza e la fame cominciavano a farsi sentire, abbiamo quindi cominciato a cercare un posticino dove riposarci un po' e cenare. Camminando siamo arrivati a Columbus Circle, una piazza molto bella, dove c'era anche un grande centro commerciale di quattro o cinque piani. Ci siamo subito diretti nel primo piano dove, oltre al supermercato, c'era una specie di self service, con cibi di tutte le etnie e cucine tipiche. Abbiamo cenato lì, con pollo e patate al forno (credo!). Abbiamo fatto poi un giro per il centro commerciale, ma i negozi erano già tutti chiusi a parte una libreria molto grande, dove abbiamo pensato finalmente di comprare un libro in inlgese per me, per fare un po' di pratica. Le commesse mi hanno consigliato di cominciare con libri per ragazzi, che sono molto semplici da leggere. Ho così comprato "Because of Winny-Dixi", la storia di una bambina che trova un cane al supermercat
o. Per ora ho letto solo due capitoli, in effetti era proprio quello che ci voleva per me, sono un po' lenta a leggere... Vi dirò come va a finire fra due o tre mesi! Anche Paolo ha comprato un bel libro. Non era tanto tardi, ma avevamo camminato tutto il pomeriggio ed eravamo davvero cotti, così abbiamo ripreso il nostro bus e siamo tornati a casa.