venerdì, agosto 10, 2007

Epilogo

Cari amici, la promessa era quella di scrivere un diario per un anno e quindi oggi, un anno dopo il primo post, chiudiamo i battenti. Il computer portatile (sempre lui, ha resistito!) è tornato a Cesena sulla stessa scrivania su cui, un anno fa, la notte di San Lorenzo, scrivemmo il primo post, ignari di ciò che ci avrebbero portato l'esperienza americana e questo blog.

Dopo un mese dal rientro in patria, possiamo fare un bilancio a mente fredda di ciò che abbiamo vissuto. In tanti in queste settimane ci hanno chiesto "Come è andata?" e abbiamo avuto modo di affinare la risposta fino a saper dire molto sinteticamente ciò che sentiamo più profondamente. Siamo partiti pensando di lasciare tutto, di fare rinunce con l'obiettivo di permettere a Paolo di studiare un anno alla Columbia. Eravamo pronti, per un anno, a investire sul lavoro, sacrificando un po' gli altri aspetti della vita. Invece, oltre all'arricchimento professionale, che è andato oltre ogni aspettativa, ci siamo resi conto che abbiamo trovato almeno quanto avevamo lasciato, sotto ogni punto di vista e per entrambi!

Il blog è stato il nostro punto di contatto con l'Italia, e senza che ce ne accorgessimo ha creato legami nuovi e profondi. Dopo il volo dal JFK (anche quella è stata un'avventura incredibile, peggio di quella dell'andata, ma questa volta ve la risparmiamo), quella di oggi è la nostra chiusura definitiva con Paul & Nick in New York City.

Il nostro più caro saluto a tutti coloro che ci hanno letto e accompagnato, in particolare alla neo-mamma Maeva e a Luciano, che sappiamo leggerà anche quest'ultimo post.

Non sappiamo proprio cosa ci riserverà la vita, ma chissà che un giorno non incappiate in un "Pèval e la Niculéta a la Frampula" o in "Paul and Nick in Los Angeles" :-)

Stay tuned!
P&N

domenica, luglio 08, 2007

Season Finale

E così siamo giunti anche a quello che probabilmente sarà il penultimo post di questo blog, l'ultimo da NY. Vorrei cominciare ringraziando i "fedelissimi" del blog che, oltre alle nostre famiglie, sono stati Maeva, Luciano, Pier Giorgio, Marcello e tanti altri che sappiamo averci seguito assiduamente anche se si sono palesati meno nei commenti.

Ultimamente siamo stati particolarmente latitanti, ma queste ultime settimane sono state davvero piene di impegni, per cercare di chiudere tutti i conti. Le ultime due giornate, dopo aver salutato tutte le persone, sono state dedicate al nostro saluto a New York. Ieri sera c'è stato il commiato a Downtown, a Lady Liberty ed a Ground Zero, che forse un giorno vedremo finalmente risorto, con al centro la nuova Freedom tower di cui abbiamo visto posizionare la prima colonna. Questa mattina un salto all'Apple store per provare l'iPhone e poi l'ultima passeggiata per Fifth Avenue (inutile dire che ogni volta scopriamo posti nuovi di cui ignoravamo l'esistenza). Dopo un pranzo al volo abbiamo fatto un tour degli NBC Studious e poi un po' di sosta a Bryant Park e una visita all'enorme New York Public Library. Alle 5 l'ultima Messa a nella nostra Parrocchia Corpus Christi, una cena cubana con alcuni amici della Comunità e infine l'ultimo saluto notturno alla sfavillante Times Square. That's it.

Il momento più difficile è stato quello in cui ho riconsegnato le chiavi dell'ufficio e sono corso fuori dalla Columbia. La Nico, che in teoria avrebbe dovuto aiutarmi in questa fase, è più depressa di me. La voglia di tornare a casa e di riabbracciare tutti i parenti e gli amici non manca di certo, ma non basta a toglierci questa malinconia. Ed è perché non è stato facile. Perché, soprattutto all'inizio, ci siamo dovuti conquistare tutto: avevamo lasciato tutto, tutti ed ogni sicurezza ed ogni passo avanti era una piccola impresa. Abbiamo dovuto mettere da parte tante volte l'orgoglio per andare avanti con umiltà. E se ora ci dispiace tanto lasciare tutto questo, è perché evidentemente alla fine ce l'avevamo fatta! Avevamo acquisito con questo mondo e con questa vita una nuova familiarità che non era arrivata gratis e che, inevitabilmente, domani al JFK sarà perduta. Ma è lo stesso, dobbiamo guardare avanti e cantare come Sinatra "if I can make it there, I'll make it anywhere"!

Ed ora, poiché sono le 2 del mattino, parafrasando quello che scrissi nel primo post di un anno fa, spengo il computer, e probabilmente lo riaccenderò a Cesena.

P

giovedì, luglio 05, 2007

Addio o arrivederci

Tutte le feste sono finite e tutti i saluti sono stati fatti... è stato davvero molto triste!!!
Venerdì sera, come vi avevamo preannunciato, abbiamo fatto la prima festa di addio con gli amici dell'International House e i colleghi di Paolo. Eravamo in tutto una ventina e il nostro appartamento, anche se piccolo, è riuscito a contenere tutti. Visto che qualcuno ha chiesto di sapere il menù, ecco qua:
- Stuzzichini vari (patatine, olive, formaggio a cubetti)
- Insalata di riso
- Pasta al pesto
- Pizza
- Piadina
- Torta salata ai carciofi e prosciutto
- Pomodorini con formaggio
- Insalata di fagioli, ceci e patate
- Panna cotta
- Crème caramel
Abbiamo spazzato via tutto, non è rimasto niente :-)
E' stato bello avere tutti i nostri amici insieme e festeggiare con loro. Sappiamo che molti di loro non li rivedremo più, con alcuni rimarremo sicuramente in contatto e alcuni hanno già detto che ci verranno a trovare. Grazie a tutti, è stato importante e bello averli conosciuti e aver passato questo anno insieme.
Martedì sera abbiamo fatto la seconda festa di addio con gli amici della Comunità di S.Egidio. Con loro abbiamo davvero condiviso tanto in questo anno e le amicizie create, anche se solo per un anno, sono davvero profonde. Durante la festa ognuno di loro ha espresso un desiderio per noi e poi ci hanno anche fatto un regalo, un bellisimo libro di New York e per me una presina e un guantone da cucina con la mappa della metropolitana di NY, davvero molto carine! Anche qui è stata dura salutare e dire addio a tutti.
Siamo stati davvero fortunati ad aver incontrato queste persone! Quando siamo arrivati qua un anno fa, ci siamo sentiti molto soli, senza le nostre famiglie, i nostri amici e la nostra comunità. Ma abbiamo subito trovato persone che ci sono state vicine e ci hanno fatto sopportare meglio la distanza. Le ricorderemo sempre come parte importante di questa nostra esperienza.

N

venerdì, giugno 29, 2007

Un uomo senza Deo

Domani Deodatis partira' per la Grecia, per riposarsi un po'. Oggi quindi e' il mio ultimo giorno con lui. Anche questa e' finita.

P

Festa di addio

Stasera faremo la festa di addio con tutti i nostri amici... che tristezza! Verranno tutti qui da noi (speriamo di starci) e mangeremo qualcosa tutti insieme per l'ultima volta.
Sarà dura salutare tutti pensando che forse la maggior parte di queste persone non la rivedremo più.
Ok, vado, comincio a prepare da mangiare, poi vi racconteremo.
N

lunedì, giugno 25, 2007

L'uomo

Siamo veramente alla frutta.

Ieri sera guardando dalla finestra il nostro panorama (Harlem...) mi sono ricordato che quando l'ho visto la prima volta mi e' sembrato abbastanza brutto, ma poi ho pensato che presto mi manchera'. Abbiamo gia' scritto una lista delle ultime cose che vorremmo fare, ma sono certo che non riusciremo a farle tutte e che comunque sono innumerevoli quelle rimaste fuori dalla lista.

Una delle cose che ci ricorderemo con piu' nostalgia quando torneremo in Italia, per quanto possa sembrare stupido, credo che sara' questo blog, e l'affetto che ci avete mostrato attraverso di esso. Ho riletto i nostri primi post e i vostri primi commenti. Mi sono tornati in mente i fasti iniziali, quei giorni in cui mettevamo tutto il nostro entusiasmo nello scrivere i post perche' simulavano le sere ed i fine settimana che eravamo abituati a passare con voi. La nostra vita era ancora con voi, ed il blog ne era almeno il surrogato. Poi il baricentro della nostra quotidianita' si e' spostato sempre piu' a Manhattan e il numero, la cura, il tempo dedicato e la qualita' dei post sono crollati. E con essi, giustamente, anche le vostre risposte.

Avrei voglia di raccontare tutto quello di triste che passa dentro, ogni volta che qualcosa di cosi' bello finisce, ma non voglio incupirmi ulteriormente. Se proprio volete una descrizione che renda l'idea, vi rimando a quella di chi ha avuto voglia di scriverla. A parte la costa, e' tutto uguale.

Io preferisco cercare di tirarmi su, cercare di mantenere gli impegni che mi ero preso e, per tornare al discorso iniziale, uno di questi era curare il nostro "diario on-line". Sono tanti i post che ho concepito, ma che poi ho anche abortito prima che vedessero la luce. Uno di questi riguardava l'arretratezza degli Stati Uniti su alcune cose.

Ci ho pensato molto ed ho concluso che la maggior parte degli aspetti sui quali l'Europa avrebbe tanto da insegnare a questo paese, si riconducono ad un solo concetto: l'uomo e il suo valore intrinseco. L'uomo non vale per quello che fa, per quello che ha o per quello che sa, ma vale, piu' di ogni altra cosa, semplicemente per quello che e': un uomo.

E questo si vede nei suoi risvolti piu' eclatanti (la pena di morte, la maggiore predisposizione alla guerra, il fatto che persone vengono lasciate morire perche' non hanno una sufficiente assicurazione sanitaria, la "caccia agli immigrati" al confine col Messico...) ed in quelli piu' quotidiani (il degrado delle zone povere, la scarsa igiene generalizzata, la scarsa cura della persona, il numero di "barboni" che si incontrano, la possibilita' di essere licenziati e sfrattati da un secondo all'altro, la quasi completa assenza delle piu' basilari regole di sicurezza, il fatto che ancora oggi quasi ogni settimana ci sono edifici a New York City che vanno a fuoco, la diffusione delle armi, l'alimentazione MOSTRUOSA che porta quasi tutti ad avere problemi seri fin da giovani...). Non e' questo il luogo per completare l'elenco, ma davvero ogni giorno per quante volte mi viene da pensare "Quanto sarebbe bello se in Italia fosse cosi'", quasi altrettante mi vien da pensare "Da noi questo accadeva nel Medio Evo". E quasi in ogni circostanza in cui penso quest'ultima cosa, concludo che il vero motivo ultimo e' che non danno importanza al singolo essere umano.

In questo anno, ho imparato ed apprezzato cosi' tante cose, che non e' certo mia intenzione scrivere un post di critica agli USA, ne' vorrei essere presuntuoso e arrogante. Pero' mi e' venuta in mente una battuta del film "Il mio grasso grosso matrimonio greco" in cui il padre della protagonista dice ad un americano (in greco) "Quando i miei antenati facevano filosofia, i tuoi vivevano sugli alberi!". Questa e' solo ironia, ma potrebbe nascondere anche certe verita', che l'Europa deve trovare la forza di mostrare il piu' presto possibile.

P

lunedì, giugno 18, 2007

The Phantom of the Opera

Una delle cose che ci è piaciuta di più in questo anno è stato sicuramente un musical di Broadway e allora perchè prima di andar via non vederne un altro?!
E così sabato pomeriggio ci siamo messi in fila per cercare di comprare due biglietti a metà prezzo, con la domanda: "Quale andare a vedere?". Ce ne sono talmente tanti e tutti così belli che la scelta non è stata facile, ma è caduta sul musical più classico e a dir di tutti eccezzionale: The Phantom of the Opera. Questo musical viene rappresentato da ben 19 anni ed ancora oggi fa il tutto esaurito. Sabato sera il tealtro, molto bello e molto grande, era pieno.
Ancora una volta siamo rimasti affascinati da questo mondo che è il teatro. La storia, le musiche, i costumi, le scenografie, gli effetti speciali... tutto così incredibilmente affascinante ed emozionante.
Purtroppo il mio inglese non mi ha permesso di capire una parola di quello che veniva cantato, fortuna che avevo il mio traduttore accanto!
E' stato davvero uno spettacolo fantastico.
N

lunedì, giugno 11, 2007

Paul & Nick featuring Matt, the return

Come avete visto dalle foto fatte alle Cascate del Niagara, Mattia è tornato a trovarci. Il motivo fondamentale è che così abbiamo spedito in Italia con lui tutti i nostri panni invernali, avendo più posto nelle valigie al nostro ritono (speriamo!!!) :-).
Essendo Mattia già venuto a New York a Natale con i miei genitori, partivamo avvantaggiati, perchè le cose principali le aveva già viste e abbiamo potuto così fargli scoprire le cose un po' più sconosciute, ma ugualmente belle di New York. Abbiamo camminato parecchio, abbiamo chiacchierato molto, ma soprattutto ha fatto molto shopping (fortuna che c'ero io a fermarlo, pensando al posto nelle valiglie per noi!). Di cose interessanti che abbiamo fatto insieme e che neanche noi avevamo ancora fatto, sono state la visita alla sede delle United Nations e la visita al MoMa (The Museum of Modern Art).
Venerdì sera abbiamo anche festeggiato il mio compleanno tutti e tre insieme. E' stata una specie di festa a sorpresa perchè non l'avevamo esattamente programmata. Siamo andati a mangiare in un ristorante messicano "Caliente Cab", dove io sapevo che lavorava un mio ex compagno di corso di inglese. Il posto è molto carino e abbiamo mangiato davvero bene e molto. Il mio compagno gentilissimo ci ha offerto da bere, Pinacolada con 101, un cocktail un po' forte a suo dire. A nostro parere molto forte, dopo due sorsi eravamo già un po' più allegri. Quando ci ha portato da bere, abbiamo deciso che quella sarebbe stata la mia festa di compleanno e l'abbiamo detto anche al mio compagno. E lui cosa ha fatto? A fine cena ci ha portato un dolce (non chiedeteci cos'era, però buono!) con sopra una candelina e tutti i camerieri e gli altri clienti del locale mi hanno cantato "Happy Birthday". Ci siamo davvero divertiti un sacco ed è stata proprio una bella festa!
E così anche il nostro ultimo ospite è ripartito, ma tra meno di un mese saremo a casa noi... Arriviamo!!!

N

domenica, giugno 10, 2007

Happy birthday to Nick!!!

Oggi è il compleanno della Nico. Quanti anni compie? Non si chiede a una signora, però, l'altra sera un ammiratore che ha assistito allo spegnimento della candelina le ha detto "Sweety, you look like twelve!" ("Dolcezza, sembri una dodicenne!").

Grazie di cuore a tutti quanti per gli auguri ed i regali che ci sono già arrivati!

P&N

lunedì, giugno 04, 2007

Niagara Falls, NY

Innanzitutto vi chiederete "Ma cosa ci fa Mattia ancora con voi?". Si, mio fratello è tornato a trovarci, ma di questo ve ne parleremo in un futuro post.
Lo scorso week end abbiamo fatto una delle gite più belle della nostra vita: alle Cascate del Niagara (o meglio, la meta era una delle più belle ed eccitanti, l'organizzazione del viaggio un po' meno!).
Volendo spendere poco, ci siamo affidati ancora una volta alle gite organizzate dai cinesi, famose per essere davvero economiche. Siamo partiti da Chinatown sabato mattina presto col bus e dopo un lungo, lungo, lungo viaggio, siamo arrivati alle Cascate del Niagara nel tardo pomeriggio. La stanchezza del viaggio ci è passata subito dopo aver visto le cascate, eravamo così eccitati, era una cosa da non credere, erano così maestose, così belle... Ci hanno subito portato sotto le cascate con una barca e abbiamo potuto così ammirare da vicino l'American Fall, la Bridal Veil Fall e la più grande, la Houseshoe Fall (o Canadian Fall). Non essendoci bastato, volendo vederle più da vicino, abbiamo poi fatto il percorso chiamato Cave of the Wind. Grazie ad un ponticello costruito proprio sotto alla Bridal Veil Fall, abbiamo potuto quasi toccare con mano queste forze della natura. E' stato davvero uno spettacolo unico!!!
La sera, dopo cena, ci siamo gustati, invece, la vista delle cascate illuminate prima da fasci di luce colati e poi bianchi.
La domenica siamo tornati a casa, stanchi, ma davvero contenti di questa indimenticabile gita.

N

Ei fu.

Ieri sera, dopo sei anni di onoratissimo servizio potrebbe essersi spento il mio portatile (gia', se lo avesse fatto un mese prima, il 5 maggio, sarebbe stato perfetto...). Un po' me la sono cercata, perche' proprio la settimana scorsa ne stavo tessendo le lodi in quanto pur avendolo sottoposto a carichi di lavoro sicuramente eccessivi, mi permetteva ancora di fare tutto (o quasi). Ebbene, ieri sera ha cominciato ad avere sintomi abbastanza preoccupanti (insomma, non si accende piu'). Forse spera di andare in pensione, ma io non sono molto d'accordo, e questa sera tentero' un intervento di rianimazione.

Vedremo come andra' a finire, nel frattempo il blog potrebbe andare un po' in vacanza.

P

martedì, maggio 29, 2007

Memorial Day

Ieri, approfittando di questa festa nazionale, ci siamo concessi anche noi una giornata di relax. Abbiamo passato la tarda mattinata e il pomeriggio a Prosper Park, uno dei parchi più grandi di Brooklyn, in compagnia degli amici della Comunità, con tanto di pic-nic. Abbiamo mangiato, bevuto, giocato a frisbee, chiacchierato e fatto anche i gavettoni! Prima di tornare a Manhattan, un ragazzo che abita a Brooklyn, ci ha fatto da guida, facendoci vedere un po' di questo quartiere, che in effetti noi ancora non avevamo visitato molto. E' stato proprio un bel pomeriggio.

N

domenica, maggio 27, 2007

Sì!

27 maggio 2006                                                                  27 maggio 2007








Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione (Ef. 4, 4).
Un anno fa, emozionati ma sereni e decisi, entravamo in chiesa per pronunciare davanti al Signore le nostre promesse. Prima di tutto vogliamo ringraziare tutti coloro che erano con noi un anno fa e che ci hanno accompagnato, nonostante la distanza fisica, durante tutto questo anno, in tantissimi modi differenti. Poi vogliamo ringraziare il Signore che ci ha dato la forza di amarci, sostenerci e rimanere uniti, superando le difficoltà di ogni giorno che, come potete immaginare, in questo mondo per noi nuovo non sono mancate. E Lo ringraziamo anche perché ci ha fatto incontrare tante persone che possiamo chiamare amici, che ci hanno fatto sentire accolti e che, proprio perché spesso erano tanto diverse da noi, ci hanno fatto crescere e maturare moltissimo.

Prima di partire per gli Stati Uniti eravamo spaventati dal fatto che avremmo dovuto lasciare tutte le nostre sicurezze: i nostri lavori, la nostra lingua, le nostre abitudini, la nostra città e, soprattutto, le nostre famiglie ed i nostri amici. Siamo partiti sapendo che avremmo potuto contare solo l'uno sull'altra, almeno all'inizio. E questo alla fine si è rivelato un grande dono, perché ha saldato la nostra unione. Ci ha insegnato ad aver fiducia nell'altro e ancor di più a tener presente in ogni momento che l'altro poteva aver bisogno, e non poteva contare su terzi.

Per festeggiare l'evento, sabato sera siamo andati a cena in un posto davvero speciale. Si chiama "The view", è un ristorante all'ultimo piano di un grattacielo di Times Square e la sua particolarità è che il pavimento ruota continuamente, permettendo ai clienti di vedere tutto il panorama notturno della città e dei suoi dintorni. E' stata una serata indimenticabile, il problema è che abbiamo creato un precedente che sarà difficile da ripetere gli anni prossimi...

Oggi dopo la Messa di Pentecoste ci siamo aggregati ad una gita dell'International House che era stata presentata come una crociera sull'Hudson. In realtà ci hanno solo fatto prendere il traghetto per Staten Island e ritorno, ma noi l'abbiamo vissuta lo stesso come un'altra occasione per festeggiare. La vista di downtown dal fiume è sempre così affascinante che al ritorno non abbiamo potuto fare a meno di passeggiarci per alcune ore.

Ed ora siamo qui, a scrivere un altro paragrafetto del nostro diario, per noi e per voi. Per ricordare per sempre che, dopo un anno di matrimonio, ci vogliamo più bene del primo giorno.

P&N

mercoledì, maggio 23, 2007

Il gran finale (ma non per noi...)

La settimana scorsa ci sono state le cerimonie per la consegna delle lauree alla Columbia (Class days e Commencement) e, anche in questo caso, tutto è stato maestoso ed emozionante come nei film. Noi siamo andati solo come spettatori, a festeggiare alcuni amici che hanno preso il Bachelor o il Master. Alla fine la Nico non ha resistito a provare il cappello e a fare una foto, così è nato il post precedente.

E' stato molto suggestivo assistere alla sfilata di tutti i candidati vestiti con la toga ed il cappello del colore della Columbia e ascoltare i discorsi dei Presidi di facoltà che chiedevano al Rettore i titoli per i propri studenti, fino alla proclamazione finale e all'esplosione della gioia. Le foto non rendono bene l'idea, date spazio anche all'immaginazione.

P&N

P.S.: Intanto siamo arrivati anche alla Pentecoste, e sapete chi ci ha fatto il ritiro? Father Raniero Singthemass!!! Dovevamo venire a Manhattan per vedere dal vivo Cantalamessa...

mercoledì, maggio 16, 2007

Alla fine la verità


Finalmente posso dirvelo: non ero io che dovevo studiare alla Columbia! Presto maggiori dettagli.

P

Boston, MA

Lo scorso week-end siamo finalmente riusciti a visitare Boston. Anche questa volta le avventure non sono mancate (un albergo in cui non siamo mai stati che ci ha addebitato una notte, il pullman "Chinatown Bus" che stava per cedere i posti che abbiamo prenotato...) ma per questa volta sorvoleremo, visto che si sono concluse tutte bene.

La città è molto carina e caratteristica, ci è davvero sembrato di essere tornati in Europa. Il centro storico è piccolo, tanto che avevamo fatto un abbonamento alla metropolitana, ma non l'abbiamo usata quasi mai perché era tutto troppo vicino. Le stradine un po' tortuose, le collinette, le chiese e i numerosi punti di interesse storico ricreano davvero il clima delle mete turistiche del vecchio continente. Dal famoso "Tea party" in poi, Boston è stata il centro della lotta per l'indipendenza dal regno unito ed in ogni angolo della città l'orgoglio patriottico americano si sente più vivo che mai.

L'aspetto più negativo, e decisamente americano, è che molti di questi luoghi di interesse storico sono stati trasformati in qualcosa di completamente alieno: un centro commerciale, una gioielleria, una stazione della metropolitana, un McDonald...
E' vero che negli USA ci son ben pochi segni architettonici del passato, ma a quanto pare non sanno trattare degnamente nemmeno quei pochi che hanno!

Abbiamo speso la prima mattinata seguendo il cosiddetto "Freedom trail": un percorso da fare a piedi che guida per la città attraverso tutti i più importanti luoghi connessi in qualche modo alla guerra d'indipendenza. Nel pomeriggio, invece, abbiamo fatto la doverosa escursione alla vicinissima Cambridge per visitare il campus dell'M.I.T. e quello di Harvard. Purtroppo entrambi erano tristissimi perché tutti gli studenti avevano già ricevuto la graduation ed erano partiti per tornare alle loro case. In serata siamo andati a "little Italy" ed abbiamo cenato in un ristorante che ci ha portato almeno mezzo chilo di pasta a testa. Il quartiere italiano di Boston è molto più carino, caratteristico, vivo e pulito della little Italy newyorkese.
Domenica abbiamo fatto un altro giro per il centro storico a goderci artisti di strada che erano lì per una specie di festival, poi Messa, poi passeggiata per le vie dello shopping di lusso e infine un po' di riposo al grande parco cittadino, il "Boston Commons". Purtroppo domenica, in qualche modo, ho perso la bellissima custodia con le mie iniziali ricamate che la Nico aveva fatto per la macchina fotografica (if anyone who lives in Boston will find it, please, let me know!). Chi mi conosce può bene immaginare che questo ha rovinato l'ultima parte della gita...

In generale abbiamo trovato una città molto pulita, animata e carina. La cosa più curiosa, però, è che mentre giravamo per la città ed io indicavo alla Nico le cose più interessanti, lei sembrava sempre molto scettica e un po' delusa. Dopo un po' le ho chiesto ragione di questo atteggiamento e lei, seria, mi ha testualmente risposto: "Sai, per noi di New York è davvero difficile trovare qualcosa che ti affascini o ti stupisca".

Mi dispiace, Italiani, l'avete persa!

P

P.S.: tante nuove foto su Flickr.

domenica, maggio 13, 2007

Festa della Mamma

Auguri!

Tanti carissimi auguri alle nostre mamme e anche a tutte le altre. In fondo in fondo un po' ci mancate.

P&N

giovedì, maggio 10, 2007

Go Yankees Go!

Finalmente, dopo un anno che siamo a New York, siamo andati a vedere una partita dello sport più famoso qua in America, il baseball. E siamo stati nello stadio per eccellenza, lo Yankees Stadium ad assistere al match tra New York Yankees and Texas Rangers.
Questa volta siamo andati con due nuovi amici, che non avevate mai sentito prima: Anna e Pietro. Sono i bambini di due amici della Comunità di S. Egidio ai quali ogni tanto faccio da babysitter e ieri sera siamo stati tutti e quattro a vedere la partita. Pietro, da vero esperto, ha cercato di spiegarci le regole del gioco. Io partivo davvero svantaggiata, non sapevo praticamente niente. A fine partita ho cominciato a capire come funzionava il gioco... sono pronta per la prossima!
L'impressione che ho avuta di questa sport, è che il gioco è molto lento e a volte un po' monotono, ma come mi ha detto Paolo, è perchè non lo conosciamo bene. E' stato però bello vedere tutte queste persone tifare per la loro squadra, che rappresenta la loro città, vederli cantare l'inno nazionale con la mano sul cuore a inizio partita e un altro inno a metà partita. E' stato bello incitarli con frasi, applausi e rumori vari, seguendo un mega schermo che ti diceva cosa fare o le frasi da dire.
C'è stato anche il pazzo che si è infilato in mezzo al campo e ha cominciato a correre, inseguito dalla folla dei poliziotti che cercavano di fermarlo.
Insomma, non è il nostro sport preferito, però è stato divertente poter vedere anche questo.

N

Turandot

Una parola... AMAZING!!!
Quasi due mesi fa avevamo prenotato i biglietti per andare all'Opera a vedere la "Turandot" e finalmente martedì sera è arrivato il momento tanto atteso. In realtà, volevamo vedere il "Barbiere di Siviglia", ma tutte le date erano già sold out, erano rimasti solo pochi posti nell'ultima rappresentazione della stagione di Turandot di Puccini.
Paolo era già stato al MET-Opera, per me era la prima volta. Il teatro è veramente una cosa spettacolare (la foto l'ho fatta col cellulare, tra l'altro mi hanno beccata subito!!! Lo so, non è un gran chè, ma è giusto per darvi un'idea) e lo spettacolo è stato amazing. Le voci di questi cantanti, che si sentivano bene fino a noi (ed eravamo veramente in alto, ve lo posso assicurare), i costumi, le scenografie, l'orchestra... davvero incredibile ed emozionante.
Mi sono sentita un po' come Pretty Woman, qualdo lui la porta per la prima volta all'Opera... ok, non avevo il vestito rosso, il collier tempestato di diamanti e non eravamo in uno dei palchetti d'onore, però... ;-)
E' davvero bello, almeno una volta nella vita, poter provare anche queste emozioni e fare queste esperienze e se non fossimo venuti qua a NY, non sarebbe stato possibile.

N

Busy weekend

Abbiamo davvero un sacco di cose da raccontarvi! Partiamo dallo scorso weekend, che è stato davvero molto impegnato. Sabato pomeriggio, siccome è stata davvero una bella giornata, calda, col sole, abbiamo deciso di andare a vedere il George Washington Bridge, l'unico ponte che collega Mahnattan al New Jersey passando sopra al fiume Hudson (gli altri collegamenti sono tunnel sott'acqua). Tante persone ci avevano consigliato di andarlo a vedere e devo dire che in effetti ne vale la pena. E' davvero imponente e lungo ed è stato bello attraversarlo, essere sopra al fiume e arrivare fino al cartello di divione dei due stati. Sul ponte, tra l'altro, c'erano delle bellisime viste: Downtown Manhattan, con i suoi grattacieli, e da questa posizione ancora non l'avevamo vista, Uptown Manhattan, soprattutto vicino al fiume molto verde e il New Jersey, non per niente "the Garden State", non riesci a vedere nient'alro che verde.
Tornati a casa ci siamo preparati perchè avevamo la festa in parrocchia. Lo "Spring Social" è un'occasione per la parrocchia di ritrovarsi una volta all'anno, tutti insieme e festeggiare. La cena era a buffet e c'erano tante cose e molto buone. Noi eravamo nel tavolo con gli altri ragazzi. Dopo aver mangiato, c'è stato un piccolo spettacolo, dove alcuni ragazzi hanno cantato dei pezzi lirici e poi la lotteria. Ok, niente in confronto alla festa della parrocchia di S.Egidio, però è stata carina e ci siamo divertiti.
Domenica sera, invece, abbiamo avuto l'ultima "Sunday Supper" all'International House. Questa ultima cena di gala è stata caratterizzata dalla "Candlelight". Infatti, dopo aver mangiato, aver ascoltato il presidente che ha fatto un discorso per ringraziare e salutare tutti, ognuno di noi aveva una candela e con la stanza buia, ognuno doveva passare la luce al suo vicino, fino ad accendere tutte le candele e illuminare la stanza. Questo sta a rappresentare l'unità e la fratellanza che si è creata in questo anno tra tutti i menbri di questa comunità che è l'I.H. e questo messaggio poi ognuno deve portarlo anche al di fuori.

N