martedì, settembre 12, 2006

Public relations

Il week end è stato dedicato alle pubbliche relazioni. Sabato abbiamo partecipato al Barbecue di dipartimento. Tutte le persone legate in qualche modo al “Civil Engineering and Engineering Mechanics Department” della Columbia University, dalle matricole agli ordinari, dalle mogli dei professori all’amministrazione, dai tecnici al direttore, sono salite su due pullman che sono partiti dal dipartimento e ci hanno portato ad Irvington. Quest’ultimo è un paesino a Nord di New York, in cui la Columbia ha un laboratorio di fisica immerso in un immenso parco con prati, campi da gioco, boschi, scoiattoli etc. sulla riva dell’Hudson. Là, alcuni ragazzi arrivati in anticipo avevano già allestito il BBQ (che, vi ricordo, qui significa humburger e hot dog) e sistemato un paio di frigoriferi da campo pieni di ogni tipo di bibita. Lo sponsor di tutto, naturalmente, era il dipartimento. Noi, però, siamo stati lieti di contribuire alla causa comune con una torta al cioccolato della Nico che, inutile dirlo, è stata apprezzatissima. Dopo un paio di hot dog e un hamburger gigante a testa, è scattata la tradizionale partita di calcetto Undergraduate -Vs- Graduate&Faculty. Il mattatore è stato sicuramente il direttore di dipartimento, che indossate due scarpette e fregandosene dell’età e degli acciacchi si è lanciato nella mischia regalando anche più di una perla. Io, purtroppo, sono stato a guardare, per paura di peggiorare la situazione del mio ginocchio (ci pensavano comunque un altro paio di ragazzi italiani a “strafare” come è nostra brutta abitudine). Nel frattempo, però, Deodatis ci dispensava curiosi aneddoti, cercando di vincere la sua timidezza. Ad esempio, ci ha raccontato che quando lui era studente alla Columbia, 15-20 anni fa, la partita tradizionale era a soft-ball, ma poi, progressivamente sono venuti a mancare tutti i professori nati in USA, e si è dovuto ripiegare sul più internazionale soccer. Io non ho potuto fare a meno di pensare a cosa sarebbe accaduto in Italia, e a cosa avrebbe potuto combinare la squadra capitanata dal Prof. Diotallevi. Fra due chiacchiere con il mio compagno d’ufficio e la sua simpaticissima fidanzata, una passaggiata fino al fiume e due o tre presentazioni, il tempo è volato via. Arrivati a casa, la Nico è crollata sul letto, ed io mi son concesso un paio di partite a Magic (son tornato al nero-verde, se qualcuno vuole farsi avanti...). Dopo cena, abbiamo fatto un giro da turisti per NY, andando a visitare il Grand Central Terminal, le Nazioni Unite e il Rockfeller Center. Sarà che ci avvicinavamo all’11 settembre, sarà che per strada non c’era nessun turista, sarà che guardavamo troppo incuriositi, ma sta di fatto che alla quarta volta che passavamo davanti alla guardiola del palazzo di vetro per capire se era possibile entrare nel cortile per vedere meglio, i caschi blu hanno cominciato a guardarci veramente male. Per fortuna, è bastata la più stupida delle domande da turisti (“ma perché le bandiere sono ammainate”) per rasserenarli.

Il gruppo degli italiani nella parrocchia del Corpus Christi si allarga sempre più, e gli inviti e le chiacchiere dopo la Messa si fanno prendono sempre più tempo. Noi, però, domenica avevamo un altro impegno. I nostri amici di Cesena ci avevano promesso una video conferenza, alla quale avrebbero cercato di partecipare tutti. Invece, non solo c’erano davvero tutti i nostri amici, ma ci siamo ritrovati addirittura nel mezzo della festa parrocchiale di Sant’Egidio. I problemi tecnici (sempre nei momenti meno opportuni!!!) non hanno fatto altro che aggiungere ulteriore pathos. Eravamo emozionati come bambini, e ancora una volta siamo rimasti a bocca aperta di fronte all’affetto che sentiamo nei nostri confronti (e che è tutto ricambiato)! Grazie alle moderne tecnologie abbiamo vissuto quasi tutta la festa insieme a voi, abbiamo visto alcuni sketch, abbiamo chattato con tanti di voi, abbiamo partecipato al grande gioco... siamo stati lì! Non finiremo mai di ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per permettercelo. Poi, però, non potevamo dimenticare la nostra nuova parrocchia, e alla sera abbiamo partecipato alla “Pasta supper” organizzata per il gruppo giovani-adulti. Abbiamo conosciuto altri ragazzi e la Nico ha riscosso l’ennesima serie di complimenti per il suo inglese (davvero! Lei parte sempre dicendo “I don’t speak English very well”, quelli si preparano al peggio, poi invece...). Io, invece, sono uscito nettamente vincitore in un confronto con Derek sul modo in cui abbiamo chiesto di sposarci a Nicoletta e Lora (o “Laura”?) anche perché lui è stato colpito ripetutamente dalla legge di Murphy.

P

2 commenti:

Licia ha detto...

Non crederai mica di cavartela così?

Siamo tutti curiosi di conoscere le disavventure di Derek quando chiese a Lora di sposarlo :-)))

Attendiamo il resto del racconto!

Licia

mae ha detto...

Concordo pienamente :)